Passione Turismo
Passione Turismo · Alessandro Bacchini

Il turismo è il mio modo di amare il mondo.

Non è un mestiere che ho scelto: è lui che ha scelto me. Ogni viaggio che passa dalle mie mani è una promessa: farti sentire a casa, ovunque tu sia arrivato.

Lascia che ti racconti
Chi sono

Un romagnolo che non ha mai smesso di stupirsi.

Mi chiamo Alessandro Bacchini, vivo e lavoro a Faenza, nel cuore della Romagna. Da più di venticinque anni la mia vita gira attorno a una sola domanda: come faccio a far innamorare qualcuno di un posto?

Ho cominciato nel 1998 con Romagna Incoming, portando gruppi a scoprire colline, borghi, terme e mare di questa terra. Poi sono venute l'agenzia di viaggi, le auto con conducente di Giringiro, il portale Romagna Transfer, il racconto di Romagna Tourism. Strade diverse, ma il cuore è sempre stato lo stesso.

Io non vendo viaggi. Io accompagno persone. E ogni volta che qualcuno scende da un aereo, da un treno o da una delle nostre auto e sorride guardandosi intorno, so di essere esattamente dove dovevo essere.

Alessandro
Perché questo progetto

Perché il turismo, quello vero, ha ancora bisogno di qualcuno che ci metta l'anima.

Perché un viaggio non è un prodotto.È un ricordo che qualcuno si porterà dietro per tutta la vita. Merita cura, tempo, attenzione ai dettagli.

Perché la Romagna merita di essere raccontata.Non solo la spiaggia d'estate: i castelli, i musei, la piadina, le feste di paese, le colline al tramonto, la gente che ti accoglie come un parente.

Perché chi arriva da lontano non deve sentirsi solo.Più di metà delle persone che accompagniamo arriva dall'estero. Per loro voglio essere la prima stretta di mano e l'ultimo saluto.

Perché da soli si va veloci, insieme si va lontano.Agenzie, autisti, guide, albergatori, ristoratori, musei: questo progetto è un ponte fra tutti quelli che fanno turismo con passione.

Turismo a 360 gradi

In qualunque forma, da qualunque parte del mondo.

Non esiste un turismo di serie A e uno di serie B. Esiste chi viaggia e chi lo accoglie. Io amo ogni forma di questo incontro, e ho provato a viverle tutte.

01

Chi arriva

L'incoming: aprire le porte della Romagna a chi non la conosce ancora, e fargliela vivere da dentro.

02

Chi parte

L'agenzia di viaggi: accompagnare i nostri clienti a scoprire il mondo, con la stessa cura con cui accogliamo chi viene qui.

03

Chi si muove

Transfer, auto con conducente, aeroporti e stazioni: il viaggio comincia dal primo chilometro e deve essere già bello.

04

Chi scopre

Borghi, castelli, musei, mostre, eventi, sapori: raccontare il territorio perché nessuna meraviglia resti nascosta.

05

Chi si prende tempo

Terme, benessere, viaggi lenti per chi ha i capelli bianchi e ancora tanta voglia di vedere: il turismo non ha età.

06

Chi accoglie

Albergatori, ristoratori, guide, colleghi: senza di loro non c'è viaggio. Questo progetto è anche per loro.

"Non portiamo le persone da un punto all'altro. Le portiamo dentro una storia."
Passione Turismo
Il cammino

Ogni tappa, un pezzo di cuore.

  1. Romagna Incoming

    Dal 1998: il primo amore. Itinerari per gruppi, temi, località, pacchetti termali. Lì ho capito che raccontare un territorio è un atto d'affetto.

  2. L'agenzia di viaggi

    Da direttore tecnico, la responsabilità e la gioia di costruire viaggi sicuri, pensati, fatti su misura per chi parte.

  3. Giringiro

    Le auto con conducente: perché l'accoglienza comincia all'aeroporto, con un nome scritto su un cartello e un sorriso vero.

  4. Romagna Transfer

    Il portale che raccoglie le richieste di viaggio da ogni parte del mondo e le affida ai migliori colleghi del territorio.

  5. Romagna Tourism

    Il racconto della Romagna in undici lingue: eventi, musei, castelli, luoghi da vedere, dove dormire e dove mangiare.

  6. Passione Turismo

    Oggi: la casa che tiene insieme tutto. Un nome che non ho scelto per caso, perché è semplicemente quello che sono.

Compagni di viaggio

Nel mio viaggio ero ben accompagnato.

Nessuno arriva da solo. Il cammino che mi ha portato fin qui ha avuto maestri, insegnanti e professori, ma anche imprenditori che il mestiere me l'hanno insegnato sul campo. Ognuno mi ha lasciato qualcosa del suo insegnamento, e quel qualcosa viaggia ancora con me. Queste schede sono il mio grazie.

Altri compagni di viaggio
stanno per arrivare.

Compagni di viaggio

La Caserma Pepicelli

Benevento · la naja nell'Arma dei Carabinieri

Tutto nasce da qui. Mi ha insegnato a marciare e a rifarmi il letto, e senza volerlo mi ha fatto organizzare il mio primo viaggio.

Come ci siamo incontrati

Ci siamo conosciuti a Benevento, durante la naja nell'Arma dei Carabinieri: tre mesi di prove e di addestramento, marce, imparare a farsi il letto, eccetera eccetera.

Eppure ho trovato anche il tempo di organizzare i pullman per tornare a casa prima. Oltre a non pagare, ci ho guadagnato qualcosina: sono tornato prima a Faenza, e come me altri 54 commilitoni, lungo l'asse Benevento-Faenza, con le soste ai caselli.

Cosa mi ha lasciato

L'iniziativa mi è piaciuta parecchio, a tal punto che poi è diventata la mia passione. Il mio primo viaggio organizzato è partito da una caserma: 55 passeggeri, me compreso.

Alessandro

Le foto

Compagni di viaggio

La Caserma Moscova

Milano · il cartellone che mi ha indicato la strada

Mi ha indicato la strada, letteralmente: bastava uscire dal portone e alzare gli occhi su un cartellone.

Come ci siamo incontrati

Dopo Benevento, la Moscova, la caserma dei Carabinieri di Milano. Un giorno esco dalla caserma e vedo un cartellone pubblicitario: un corso di laurea triennale all'Università Bocconi. Compiaciuto, e forte dell'esperienza dei pullman di Benevento, mi faccio avanti.

Alla Bocconi mi hanno detto che, visto il mio marcato accento romagnolo, forse era meglio iscrivermi alla Scuola di Studi Turistici di Rimini. Seh, figurati! 500 domande per 100 posti: chissà mai se riuscirò a entrare...

Sono arrivato 22° in graduatoria, con mio sommo piacere e stupore.

Cosa mi ha lasciato

Era proprio questa la mia strada! Da lì Rimini, le lezioni la mattina e le polizze di Assicofra il pomeriggio, fino alla porta dell'ufficio di Luciano Diversi.

Alessandro

Le foto

Compagni di viaggio

Walter Dal Borgo

Faenza · ospitalità, turismo e commercio

Ha imparato l'accoglienza negli alberghi di mezzo mondo, l'ha portata nel turismo di Faenza e poi dietro il bancone di un bar del centro. E per anni ha dato voce ai commercianti della sua città.

Come ci siamo incontrati

Walter l'ho conosciuto dopo i miei primi cinque anni negli uffici della COFRA, dove il mio lavoro me l'ero inventato da solo: assistevo i clienti che giravano per gli uffici cercando un'agenzia che ancora non c'era. Visti i volumi di traffico, alla fine la COFRA decise, dietro i miei auspici, di chiedere la mia prima licenza di agenzia di viaggi. Il nome era tutto un programma: Faventia Tourist, perché già allora vedevo l'agenzia legata al suo territorio. Il logo ce lo regalò Katia, figlia di Viniero Caselli, primo presidente dell'agenzia e presidente della CMCF.

Ci incontrammo a casa mia nel gennaio del 1990, un gennaio di freddo pungente, all'indomani del mio primo viaggio in Africa: più di un mese in camper. Il tempo era pochissimo e le cose che volevo trasmettergli tantissime. A quel progetto lavoravo da cinque anni, e forse di quello che era successo fino ad allora ne sapevo più io di lui. Ma il direttore era lui, e durante quel breve incontro me lo volle sottolineare. Comandi!

Cosa mi ha lasciato

Walter è sempre stato un grandissimo professionista: serio, preparato, un vero gentleman con le signore che entravano nel nostro primo ufficio, piccolo e angusto ma centralissimo, proprio di fronte al Duomo, in piena piazza. I lavori di ristrutturazione li aveva seguiti lui.

Ci completavamo. Lui, che non era mai stato imprenditore, sempre calmo e riflessivo; io, al contrario, la locomotiva che trainava la Faventia Tourist.

Ma non ci siamo solo completati: da lui ho imparato la pacatezza. Il suo essere una "faccia di gomma", il saper rispondere alle persone e ai clienti non con l'arroganza, né con la faccia dura di chi si sente più alto e più grosso, ma con risposte dolci, cercando la comprensione reciproca. Non l'ho mai visto arrabbiato: sempre sorridente, come me.

Nei tre anni in cui l'ho conosciuto da vicino, dal dicembre 1989 al settembre 1992, era molto riflessivo, quasi timoroso nel prendere qualsiasi decisione. Col tempo ha dovuto imparare ed è cambiato, anche per la realtà delle persone che lo avrebbero affiancato nel suo delicato compito di direttore della Faventia Tourist.

Alessandro

Il suo percorso

"Sostenere imprese come il ristorante Mono significa valorizzare il coraggio imprenditoriale."Walter Dal Borgo, il Piccolo, agosto 2025

Le foto

Compagni di viaggio

Domenico Luciano Diversi

Faenza e Burkina Faso · cooperazione, imprese e solidarietà

A 23 anni chiese uno spaccio per i colleghi e si sentì rispondere "fallo tu". Lo fece, e nacque una cooperativa. Da allora non ha più smesso di farlo, da Faenza fino ai villaggi del Burkina Faso.

Il mistero del nome

Fascicolo aperto

A Faenza c'è chi lo saluta "ciao Domenico" e chi "ciao Luciano", e nessuno dei due si sente in torto. Abbiamo raccolto le prove.

  • Prova n. 1 Raccontando la nascita della COFRA, per Confcooperative è Domenico Diversi.
  • Prova n. 2 Per i giornali di Faenza, quando parte per l'Africa con i Lions, è Luciano Diversi.
  • Prova n. 3 Nel libro storico di Mk Onlus è Domenico DIVERSI, tutto maiuscolo, per non sbagliarsi.
  • Prova n. 4 Nel bilancio sociale 2023 di Mk Onlus è Domenico Luciano Diversi nell'organigramma e Luciano Diversi nella casella accanto: stessa pagina, due nomi.
  • Prova n. 5 Per le nozze d'oro Mk Onlus titola "50° per Graziella e Luciano" e poi, per scrupolo, aggiunge tra parentesi: Domenico Diversi.

Verdetto: si chiama Domenico Luciano, risponde a tutti e due i nomi e lavora per due. L'unica cosa su cui sono tutti d'accordo è il cognome: di Diversi così ce n'è uno solo.

Come ci siamo incontrati

L'incontro con Luciano (Domenico? Domenico chi?!) nasce da un buono COFRA ricevuto da mia mamma, da spendere dentro il gruppo COFRA. Me lo consegna nel settembre 1986, al ritorno dalla leva nell'Arma dei Carabinieri. Mi ritrovo con 12 milioni di lire e la voglia di una macchina tutta mia (grazie, Gianluca Montefiori!), e intanto mi metto a cercare lavoro. La macchina aveva bisogno di un'assicurazione: ho fatto letteralmente il giro di tutte le agenzie di Faenza e alla fine, con il buono, la più economica era Assicofra.

Faccio l'assicurazione e Tommaso, uno dei responsabili insieme ad Andrea, mi chiede se voglio fare la campagna della grandine. Et voilà, lavoro trovato!

In quel settore ci sono rimasto poco. Tutti i pomeriggi, o la sera tardi, a casa della gente a parlare di polizze contro la grandine: su un'ora, quasi sempre si parlava di amici e conoscenti, e all'ultimo minuto arrivava la domanda: "Ma cosa sei venuto a fare? L'assicurazione ce l'ho già..." Vabbè.

Ma lì ho conosciuto la realtà cooperativa e ho ritrovato i valori che il mio babbo e la mia mamma mi avevano sempre inculcato, tra questi il mutuo aiuto e la comprensione reciproca. Bellissimo lavorare in quel posto, con Roberta e Sonia.

Nel giro di un anno mi ero stufato: la mattina e il primo pomeriggio a Rimini per le lezioni all'università del turismo, il pomeriggio e la sera a vendere polizze. E intanto cresceva il bisogno di trovare la mia strada.

L'idea era semplice, ed ero nel posto giusto con gli strumenti giusti: organizzare viaggi per i soci della COFRA. D'altronde erano già 12.000, in parte dalla PAF e in parte dal mondo cooperativo; di esterni, almeno all'inizio, ce n'erano pochi. Chi si ricorda il primo spaccio aperto nel retro della PAF? Io e mia mamma ci andavamo spesso.

L'idea prendeva forma, ma dovevo parlarne con il direttore: Luciano Diversi, appunto. Tramite la segretaria ho chiesto l'appuntamento tre volte di fila: le prime due, disdetto o lui assente. Alla terza mi sono fermato lì finché non mi ha ricevuto.

"Cosa desideri, Bacchini?!"

Gli espongo la mia situazione: avrei voluto organizzare viaggi per i soci della COFRA, usando il giornalino In piazza per far conoscere le iniziative. Continuo a parlare delle mie idee e dei miei progetti e a un certo punto lui si alza, apre l'armadietto alle sue spalle e tira fuori una cartellina piena di fogli scritti a penna rossa. Chissà da quanto tempo erano fermi lì, ad aspettare non so cosa, non so chi!

Detto, fatto: dopo qualche altra riunione ne uscii con carta bianca per organizzare viaggi secondo il mio gusto. Le estati del 1987, 1988 e 1989 sono state fumanti. Sono partito da un ufficetto di due metri per tre, di fianco alle scrivanie di Tommaso e Andrea, e lì ho creato il mio primo volantino.

Così ho conosciuto Luciano, o Domenico, Diversi.

Cosa mi ha lasciato

Luciano mi ha insegnato la caparbietà, la volontà di tirare dritto: se hai un'idea e la ritieni vincente, vai avanti.

È a lui che devo se oggi, dopo tanti sacrifici, uso l'intelligenza artificiale per scrivere, programmare e aiutare le mie aziende a fare presto e bene. Davanti al computer che mi aveva assegnato, poco più di un Commodore 64, mi disse di imparare a usarlo con l'aiuto e gli insegnamenti di Tiziano Bambi.

Ancora oggi lo ammiro e da lui continuo a imparare l'umiltà.

Se non avesse creduto in me, non avrei fatto l'ufficio turistico per i soci della COFRA, non avrei aperto Faventia Tourist, Astorre Viaggi srl, Consulenza Turistica Astorre e Romagna Incoming, né il portale romagnatourism, Giringiro e romagnatransfer.com.

Alessandro

Il suo percorso

"Così davvero il deserto si trasforma in vita."Luciano Diversi, Ravenna Notizie, novembre 2013

Le foto

La mia promessa

Vieni come ospite, riparti come amico.

Che tu stia arrivando in Romagna per la prima volta o partendo per l'altra parte del mondo, che tu sia un viaggiatore, un'agenzia o un collega che crede in questo mestiere, qui troverai una persona che ama quello che fa.

E che non smetterà mai di farlo.

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